In che modo l’industria della conservazione condiziona le politiche mondiali sulla tutela ambientale?

E perché la finanziarizzazione della natura è una minaccia per i popoli indigeni e la natura stessa?

Con il modello della conservazione fortezza, gli ecosistemi non vengono preservati nel loro stato naturale, bensì gestiti secondo imperativi economici” - Sophie Grig, ricercatrice di Survival

L’industria della conservazione e la governance globale, che indirizzano i vertici internazionali sulla tutela dell’ambiente come le COP, continuano a promuovere un modello di protezione della natura verticistico, dall’alto verso il basso, e orientato a “soluzioni basate sul mercato” come i crediti di carbonio e di biodiversità – a discapito di popoli indigeni, abitanti locali e dell’ambiente stesso.

Decolonizzare la conservazione significa ripensare radicalmente la conservazione della natura e abbandonare il modello razzista e coloniale che ne è alla base, in favore di un nuovo approccio che abbia al centro il rispetto dei diritti indigeni.

Di questo e molto altro parlerà, insieme ad altri esperti, la ricercatrice di Survival Sophie Grig in occasione del Festival “Le Parole Giuste” organizzato da A Sud ed Economia Circolare. L’incontro, dal titolo “The Bad Lobby - L’ombra lunga dei lobbisti sulla diplomazia internazionale” si terrà a Roma il 28 marzo, alle ore 14:00. Non mancate!

Interverranno:

  • Laura Fazzini – Giornalista d’inchiesta
  • Sophie Grig – Survival International (Online)
  • Sara Vegni - A Sud, Campagna Clean The Cop

Modera Daniele Di Stefano, giornalista di EconomiaCircolare.com

Quando: 28 marzo, ore 14:00
Dove: Conference Hall dell’Hub culturale di Industrie Fluviali, a via del Porto Fluviale 35, Roma.

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